E' difficile trovare un album così attento a forma e contenuti come questo "Naibi".
In continuità al suo album precedente, "Awelé", il cantautore milanese Emanuele Scataglini, ricomincia da un gioco , appunto i Naibi, carte simili ai tarocchi, per narrare la complessità della vita dei suoi personaggi, la sua imprevedibilità , mescolata all'armonia, che solo le regole dei giochi garantiscono.
Anche la ricerca sonora accenna a questa complessitĂ . La musica, immediata e accattivante, mescola atmosfere differenti: sonoritĂ africane, del brano "La voce del vento", si alternano a melodie dell'Est de "Il sarto", i ritmi sudamericani di "E sia veloce il tempo", si susseguono a una sorta di "marcia rock" di "danza macabra".
I testi parlano della vita di persone umili, che lottano per preservare la propria identitĂ , come "il giostraio", ma anche di artiste famose come Isadora Duncan, in guerra contro le regole e la morale comune. La denuncia sociale di alcune canzoni, si mixa con la narrazione di storie della gente comune, come in "ultima neve".
Sembra di avvicinarsi all'immaginario colorato e vivo di questo cantautore, senza riuscire mai a possederlo, come ad un acrobata, così vicino da emozionarci e così lontano in piedi sopra un filo.
Da scaricare e ascoltare. |